Pantelleria
Parlando
di Pantelleria, la più grande isola della Sicilia, la nostra
mente non va semplicemente ad una località di vacanza, ma ad un
centro cosmopolita di villeggiatura. Per altro in questo luogo
relativamente piccolo, ma dalle sue innumerevoli bellezze
naturali, le vacanze non si limitano ai soli tre mesi estivi,
poiché la lunga presenza del sole rende le estati più lunghe.
Qui si potrà scegliere il tipo di vacanza ideale: le giornate
intense in uno degli alberghi della costa, con le loro
attrezzature sportive, oppure la pace e la serenità in un
piccolo paesino marino o montano, dalla tradizionale fisionomia
pantesca. Il nuoto e le immersioni nelle acque cristalline dellisola
sono dei veri piaceri, sia tra le scogliere vulcaniche che tra le
isolate calette ciottolate. Inoltre gli amanti dellantichità
sentusiasmeranno alla vista degli interessanti monumenti
archeologici, testimonianze di una lunghissima civiltà, sparsi
su tutta lisola . Pantelleria offre molto anche a chi ama
muoversi in continuazione dato che una discreta rete stradale
permette di visitare quasi ogni suo angolo. Lisola è
servita da voli charter settimanali da Milano e Roma ed un
servizio giornaliero di aerei dalla Sicilia in coincidenza con i
più importanti voli nazionali, oltre a quello, quotidiano di
navi e uno infrasettimanale di aliscafo.
| DOVE
ANDARE La
Riserva Naturale dellisola di Pantelleria :la
Montagna Grande è il cuore verde dellisola, qui
sono presenti quasi 600 entità botaniche delle quali
alcune endemiche come il Limonium Cosyrese , l
Helichrysum Errerae e la Mattiola Incana. Inoltre questa
riserva è lunica in Europa dove nidificano due
graziosi e coloratissimi uccelli: la Cinciarella Algerina
e il raro Beccamoschino. Notevole il panorama sul Canale
di Sicilia e al tramonto spettacolare la vista della
costa africana. Gli antichi Sentieri che. come una
ragnatela, attraversano letteralmente tutta l'isola per
decine di chilometri. Le Contrade Contadine: agglomerati
di dammusi con annesso giardino dagrumi protetto da
particolari costruzioni circolari in pietra chiamati
Iardini, le undici contrade disseminate su tutto il
territorio, conservano ancora il nome originale arabo
come Khamma, Rekhale, Gadir, Bukkuram, Bugeber. Il Lago
Specchio di Venere: bacino di origine vulcanica dai
colori incredibili ed alimentato in parte da sorgenti
termali che sgorgano dalle rive sabbiose, possibilità d
effettuare attività sportive, in primavera e in autunno
il lago diventa osservatorio naturale della passa di
numerose varietà duccelli. La Macchia Mediterranea
del Khagiar: un antica colata lavica lunga 3 km,
ricoperta da una rigogliosa vegetazione di mirto,
corbezzolo, lentisco ed erica, che cresce fitta e bassa,
forgiata dal vento; sono presenti numerose colonie di
conigli selvatici e diversi esemplari della rara
tartaruga greca. Dietro lIsola: nella parte sud
dell isola una pineta (pini dAleppo, pini
marittimi e querce) che sfida la roccia a strapiombo fino
al mare; un esplosione di profumi aromatici. E la
continuazione del bosco della Montagna Grande. Il Salto
della Vecchia: un panorama indimenticabile. Uno
strapiombo alto 300mt.sulla cui parete nidificano
numerose varietà duccelli marini. La Piana di
Ghirlanda: considerata il giardino dellisola, è
una pianura fertilissima riparata dai venti e circondata
da vulcani, in un boschetto di lecci una necropoli
bizantina scavata nella roccia. Larchitettura
rurale dei muretti a secco che disegnano, a gradoni, i
declivi dei vulcani. Le cantine dove si producono il
Passito e il Moscato, vini tipici dellisola. Il
Capperificio dove si confezionano i saporitissimi capperi.
Le soste balneari lungo la costa: Karuscia, Campobello,
Kattibuali, la riparata cala Cinque Denti, il Laghetto
delle Ondine,le sorgenti termali della Cala Gadir e poi,
cala Tramontana, il Faraglione e cala Levante. Un cenno a
parte per lincredibile Arco dell Elefante,
che è il monunento naturale dellisola. Si continua
con cala Rotonda, la Balata dei Turchi, dove è ubicata lantichissima
cava di ossidiana, Nicà, dove le sorgenti termali
arrivano quasi a 100 gradi e ancora, Scauri, lantico
approdo romano e la grotta termale di Sateria. Suvaki,
Punta Fram, dove le colate laviche hanno plasmato
fantastiche sculture naturali, Mursia e cala del Bue
Marino. Da non perdere assolutamente il giro dellisola
in barca con visita alle numerose grotte marine, qualche
volta maestose come cattedrali, dove allinterno lacqua
riflette colori che vanno dal blu intenso al verde
smeraldo. |
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| DOVE
MANGIARE La gastronomia pantesca risente degli apporti dei vari popoli che hanno dominato lisola. Da provare i delicati Ravioli amari, ripieni di ricotta e foglie di menta ed il profumato Pesto pantesco: condimento a base di pomodoro crudo, olio doliva, aglio, basilico e peperoncino, usato indifferentemente per condire le paste o accompagnare i pesci arrostiti o le carni lessate. Dalla vicina Africa arriva il Couscous di pesce sempre accompagnato da una varietà di verdure e legumi, in genere servito come piatto unico. La Sciakisciuka: caponata calda di verdure e la Cuccurummà con le saporitissime zucchine locali. I famosi Capperi trovano sistemazione soprattutto nelle fantasiose insalate che con la delicatissima Tumma, il fresco formaggio locale, e linebriante origano danno un tocco particolare a tutta la cucina pantesca. I pesci vengono cucinati sempre in modo semplice sulla griglia, al forno o in deliziose zuppe. Ricciole, Dentici, Cernie, Saraghi, Pesce Spada, Aragoste e ancora i Ricci, le Patelle con le quali si prepara unottima salsa e i Migroci particolari granchi della scogliera, arricchiscono la cucina. Dalloriente proviene il tradizionale dolce pasquale: il Cannateddro. Invece dalla tradizione araba i Mustazzola: una semplice sfoglia ripiena di un impasto di semola, miele o vino cotto, cannella, scorza darancia candita ed altre spezie. Da gustare i Ravioli dolci ripieni di ricotta zuccherata e cannella, gli Sfinci una sorta di frittelle ricoperte di miele, i Cassateddri e i Pasticciotti. |
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ALTRE
NOTIZIE La storia La movimentata storia dellisola di Pantelleria è dovuta allimportanza della sua posizione geografica ed è strettamente collegata al mare. Infatti dal mare arrivò, nel mesolitico, il popolo dei Sesioti, per estrarre l ossidiana la pietra nera e lucida considerata loro della preistoria. Lasciò tracce molto importanti nella zona di Mursia: il Muro Alto il più grande muro preistorico del Mediterraneo finora scoperto, il Villaggio e soprattutto quei particolari monumenti funebri chiamati Sesi. Intorno al IX secolo a.C. arrivarono i Fenici che la chiamarono Yrnim e poi Cossyra, fu questo il periodo doro di Pantelleria. Lintroduzione della vite coltivata ad alberello, le fortificazioni e la strategica Acropoli in località San Marco, le numerose monete coniate nellisola con leffigie della dea Tanit, le cisterne a campana, i santuari del lago Specchio di Venere e di Bugeber, il porto e il primo nucleo del castello, sono solo alcuni esempi delle opere fenicie-puniche sparse su tutto il territorio. Seguirono i Romani che migliorarono le difese militari dellisola. Poi arrivarono i Bizantini che abbellirono di mosaici le abitazioni e nel 700 d.C. gli Arabi. La dominazione araba durò fino al 1200 e notevoli sono stati i prodotti di quella cultura. I dammusi (dallarabo damus: edificio a volta), prima di tutto, costruzioni particolari in blocchi di pietra lavica con il tetto a cupola. Gli Arabi inoltre introdussero la coltura del cotone e dell ulivo, migliorarono la produzione delluva zibibbo e, ancora, fortificarono mirabilmente la Medina di Pantelleria (oggi totalmente distrutta dai bombardamenti aerei della 2° guerra mondiale), attorno al Castello Aragonese. Gli Arabi chiamarono lisola al-Quasayra: la piccola (nome tuttora usato dalle popolazioni berbere del nord-Africa per designare Pantelleria) ed in seguito Bent-el-Riah: figlia del vento. Poi arrivarono i Normanni cui succedettero gli Svevi, gli Angioini, gli Aragonesi e i Borboni. Nel 1860 lisola fu annessa al Regno dItalia. Il clima e la geologia Il clima è tipicamente mediterraneo con estati calde ed inverni miti. La temperatura media annua è di 18 gradi. Scarsa la pioggia, appena 350 mm annui, per il vento costante che tiene il cielo libero dalle nuvole. Della sua origine vulcanica Pantelleria mostra segni evidenti: la Grande Caldera, il cui bordo circonda tutta lisola, la Montagna Grande (dagli Arabi chiamata Sciaghibir) e le 40 alture delle Kùddie, antichi crateri. Poi le Favare, getti di vapore acqueo ad alte temperature espulse fragorosamente dalle rocce, quindi il Bagno Asciutto e le Stufe, in pratica grotte naturali con emissione di aria calda utilizzate per curare i dolori articolari. Poi le sorgenti termali, chiamate Caldarelle, che sgorgano in vari punti dellisola e che raggiungono qualche volta la temperatura di 70 gradi. |
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GUIDE
E LINKS http://www.mursia.pantelleria.it la soluzione ideale per
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